Per secoli, la cannabis è stata utilizzata per diverse condizioni mediche. Da anni s’investiga anche sulle proprietà terapeutiche su malattie come Parkinson, cancro e sclerosi multipla, tra molte altre. Ciò è stato possibile grazie alla legislazione che molti paesi hanno approvato a favore della cannabis terapeutica e che permette d’investigare sull’efficacia in nuovi ambiti come, ad esempio, per curare le fratture ossee.

Un recente studio dell’Università di Tel Aviv fomentò l’investigazione su come la cannabis terapeutica possa essere utile nel processo curativo delle fratture ossee. Lo studio era composto da tre esperimenti. Nel primo, veniva iniettato o il THC o il CBD in ratti con femori fratturati. Nel secondo, furono analizzati gli effetti di una miscela di uguali quantità di CBD e THC sui calli ossei (un ponte di collegamento residuo da una frattura guarita). In fine, il terzo esperimento ha invece testato gli effetti del THC e del CBD sull’espressione dell’enzima lisil idrossilasi dell’osteoblasto (cellule che costruiscono le ossa), che catalizza il collegamento con il collagene (guarigione ossea).

Ottenuti i risultati dei primi due esperimenti, gli investigatori osservarono la mineralizzazione ossea. Nel terzo esperimento, vennero indotti osteoblasti in topi appena nati per testare l’abbondanza del livello di lisil idrossilasi. In questo modo, i risultati dei tre esperimenti erano incoraggianti, in merito alla cura di fratture ossee con cannabis terapeutica e per questo motivo, ad esempio, nel primo esperimento i ratti a cui venne amministrato THC o CBD mostrarono un grande miglioramento tra le 6 e 8 settimane successive.

Nel gruppo di controllo, a cui fu somministrata una sostanza controllata, non si mostrò alcun incremento della grandezza del callo, dimostrando così che il sistema endocannabinoide e i suoi recettori possono essere stimolati per migliorare la guarigione ossea. Anche nel primo esperimento, i ricercatori videro un gran miglioramento delle proprietà meccaniche e della robustezza delle ossa.

Un’altra interessante scoperta fu che lo stesso CBD era molto più efficace per questo processo curativo. Spesso, CBD e THC combinati possiedono un effetto maggiore quando agiscono su multiple condizioni mediche. In questo caso, venne dimostrato come il CBD sia più efficace senza il THC e potrebbe quindi stimolare sufficientemente i recettori endocannabinoidi. Pertanto, questo è un tema di grande interesse, specialmente perché il CBD non possiede nessun effetto psicotico, né genera alcun effetto indesiderato.

I risultati del terzo esperimento furono anche molto promettenti. I ricercatori scoprirono che il CBD potrebbe aumentare i livelli di mRNA del lisil idrossilasi, che è coinvolto nella formazione di ponti di giuntura in una frattura. Così, è stato dimostrato come la cannabis può influenzare l’intero organismo ed avere effetti medici positivi.

Questo studio, e i suoi risultati, sull’effetto della cannabis nel processo di guarigione di fratture ossee, ha appena mostrato la necessità di realizzare ulteriori studi sui cannabinoidi e sulla cannabis terapeutica, al fine di mettere a disposizione ulteriori trattamenti e farmaci più efficaci per molte condizioni mediche.