I Cannabinoidi sono composti chimici che sono trasformati nei recettori cannabinoidi. Ci sono molti tipi di cannabinoidi; tra cui, i fitocannabinoidi (si trovano nella pianta di Cannabis Sativa L), gli endogeni o endocannabinoidi (prodotti negli animali e nel corpo umano) e in fine, i cannabinoidi sintetici, (che non esistono naturalmente, ma piuttosto sono progettati nei laboratori).

 

TIPI DI CANNABINOIDI

FITOCANNABINOIDI

I Fitocannabinoidi appaiono all’interno della pianta di cannabis. Fin ora, sono stati scoperti circa 70 differenti tipi di firocannabinoidi. I principali cannabinoidi sono il 9-tetraidrocannabinolo (‘9-THC o THC),l’ 8-tetraidrocannabinolo (‘8-THC), il cannabidiolo (CBD) e il cannabinolo (CBN).

Ognuno di questi cannabinoidi naturali causa effetti specifici nel corpo umano. Però, gli esperti dicono che il più interessante aspetto è la sua interazione con altri componenti attivi della Cannabis Sativa L. Per esempio, uno studio pubblicato nel Giornale di Farmacologia inglese (British Journal of Pharmacology) indica che le interazioni fitocannabinoide-terpenoide potrebbe produrre sinergia rispetto al trattamento di dolore, infiammazione, depressione, ansia, dipendenza, epilessia, cancro, infezioni fungine e batteriche (incluso lo Stafilococco aureo resistente alla meticillina). Il Dottor Mariano Garcia de Palau nota anche che i fitocannabinoidi esercitano un ruolo sistemico nel sistema endocannabinoide.

ENDOCANNABINOIDI

Gli Endocannabinoidi sono sintetizzati all’interno degli animali, con l’aiuto dei ligandi endogeni dei recettori dei cannabinoidi. Al momento, alcuni degli endocannabinoidi sono stati identificati come anandamide (N-arachidonico etanolamina, AEA), 2-arachidonico la glicerina (2-AG), etere 2-arachidonico glicerolo (noladina etere), la O-arachidonico-etanolammina (virodamina), e l’ N-arachidonilico-dopamina (NADA).

Secondo uno studio di Franjo Grotenhermen, i cannabinoidi endogeni sono generati “dai suoi predecessori” e rilasciati su richiesta “(solo se necessario)”. Il Dottor Mariano Garcia Palau evidenzia come gli endocannabinoidi “sono sintetizzati ed esercitano i loro effetti localmente, solo dove è necessario”.

CANNABINOIDI SINTETICI

La conoscenza sulle relazioni e le strutture dei differenti tipi di cannabinoidi ha consentito ai ricercatori di progettare cannabinoidi sintetici nei laboratori. Il nabilone e il naboctato sono due esempi di questi tipi di cannabinoidi, che hanno proprietà terapeutiche. Tuttavia, il più potente degli attuali cannabinoidi sintetici è l’ 11-idrossidato, è ‘8-THC-DMG (HU-210).

In termini di usi medici, i cannabinoidi sintetici e i cannabinoidi derivanti dalle piante sono utili nel trattamento dei TIC e del comportamento ossessivo-compulsivo nei pazienti con la sindrome di Gilles de la Tourette (Muller-Vahl et al. , 1998). Però, la NIDA americana (Istituto Nazionale sull’Abuso di Drogha) avverte che i cannabinoidi sintetici possono colpire il cervello in un modo molto potente e può essere pericoloso perché oltre ad appartenere a quelle che sono conosciute come “nuove sostanze psicoattive” (NPS, per il suo acronimo in Inglese), essi sono attivati in una maniera più forte rispetto ai recettori cannabinoidi.