La cannabis terapeutica può servire per trattare l’autismo, una condizione neurologica e di sviluppo complessa che comincia nei primi anni di età dal bambino e generalmente dura tutta la vita. Questa patologia fa parte di un gruppo di disturbi conosciuto come Disturbi dello Spettro Autistico (TEA).

Tra le caratteristiche o sintomi del TEA si evidenzia uno sviluppo della comunicazione e dell’interazione sociale anormali o con deficienze persistenti. Inoltre si associa anche con sintomi come una ripetitività e un repertorio molto restretto di comportamenti, interessi ed attività come, per esempio, sistemare ossessivamente oggetti o seguire routine molto specifiche. I sintomi possono oscillare da lievi fino a molto severi, dipendendo dalla persona.

Le cause del TEA sono sconosciute ma, secondo i dati del National Institute of Neurological Disorders and Stroke, un ruolo fondamentale nello sviluppo di questa malattia è dato dalla genetica e da fattori del medio-ambiente. Si è scoperto che i bambini con TEA presentano irregolarità nel cervello e livelli anormali di neurotrasmissione e questo suggerisce che la malattia potrebbe essere causata da un’interruzione nello sviluppo normale del cervello dovuto alla presenza di difetti genetici che regolano la comunicazione tra cellule cerebrali.

Attualmente, non esiste un rimedio per il TEA e neanche un trattamento standard perché è un disturbo così complesso che non troveremo mai due persone con autismo esattamente uguali. Infatti, dato che i bambini con TEA possono presentare distinti sintomi, i trattamenti e terapie esistenti sono uniche e personalizzate in ogni caso. Oltre ad utilizzare la cannabis medicinale per trattare l’autismo, esistono anche altri tipi di terapie tradizionali come programmi comportamentali, farmaci per controllare i sintomi, programmi di educazione ed apprendimento ed altri.

Cannabis medicinale per trattare l’autismo: effetti e ricerche

Le ricerche hanno evidenziato l’efficacia della cannabis terapeutica per trattare l’autismo; essa migliora il comportamento e le capacità comunicazionali. Si è scoperto che vi è una connessione tra l’autismo ed i recettori cannabinoidi, nello specifico i recettori cannabinoidi 2 (CB2) ed il sistema endocannabinoide.

Nel 2016 si portò a termine un studio con un bambino di 6 anni diagnosticato con questa patologia. Grazie a questo studio si ha dimostrato che la cannabis terapeutica nel trattamento dell’autismo ha avuto efficacia. Per 6 mesi il bambino portò a termine un trattamento con THC e la sua malattia migliorò in aspetti come iperattività, letargia, irritabilità, stereotipi o discorsi inappropriati.

Negli Stati Uniti uno studio in topi con un comportamento simile a quello di persone con autismo ha evidenziato differenze di comportamento tra il gruppo al quale somministrarono cannabinoidi ed il gruppo senza cannabinoidi. Lo studio suggerisce che la cannabis medicinale nel trattamento dell’autismo potrebbe ridurre alcuni dei sintomi comuni di questa patologia e, nello specifico, la depressione o la capacità di rimanere concentrati in una determinata attività.

In un altro studio si è dimostrato come i cannabinoidi aiutano a correggere problemi di comportamento collegati con la sindrome X, la causa genetica più conosciuta dell’autismo.

Tutti questi studi mirano a dimostrare l’efficacia della cannabis medicinale per trattare l’autismo. Per questo, in Israele, paese leader nella ricerca sulla cannabis terapeutica, si sta conducendo uno studio pioniere sulla cannabis con fini terapeutici. L’ospedale di Shaare Zedek, in Gerusalemme, coordinerà cinque centri sanitari dove si realizzeranno prove con 120 bambini ed adulti con autismo. Sarà somministrato loro olio con alto contenuto di CBD.

Attualmente non esistono metodi per prevenire l’autismo né trattamenti completamente efficaci. Per questo motivo, la cannabis terapeutica per trattare l’autismo può essere un’alternativa per ridurre o calmare alcuni sintomi tipici di questa malattia, come riportano gli studi menzionati anteriormente. Più le ricerche sulla cannabis medicinale proseguono, più benefici potremo trovare sulle terapie con cannabinoidi tanto per l’autismo come per altre patologie.