La gestione del dolore si è evoluta molto nei decenni recenti. Però c’è ancora un gran numero di persone (incluso il 43% della popolazione UK),  alcuni dei quali non sono in grado di accedere ad alcun trattamento, che ancora soffre di dolori cronici. In tutto il mondo, le persone stanno cercando di sensibilizzare collaborando alla giornata mondiale contro il dolore.

Il dolore viene definito dolore cronico se esso dura più a lungo di sei mesi e se nessuna cura tradizionale è in grado di alleviarlo. In casi come questi, il dolore può andare oltre, diventando fisico, e può iniziare ad influire sulla qualità della vita del sofferente. Infatti, essa è la prima causa di assenteismo dal lavoro e costituisce più del 50% dei casi al pronto soccorso. Con questo in mente, va osservato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) definisce il dolore cronico come una malattia e perciò sostiene che il suo sollievo dovrebbe essere un diritto umano.

I dati dal WHO hanno rivelato che negli anni recenti c’è stato in considerabile aumento del numero di persone affette da dolore cronico. Nel 2004 hanno indicato che il 13% della popolazione soffriva di qualche forma di dolore, ad oggi, questi dati hanno raggiunto il 18%.

2016: L’ANNO MONDIALE CONTRO IL DOLORE CRONICO

L’Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore (IASP) ha lanciato per la prima volta l’iniziativa “Anno Mondiale Contro il Dolore”. Questo 2016, l’organizzazione ha deciso di concentrarsi specificatamente sui dolori articolari, di cui il 10% della popolazione soffre. Tramite questa campagna, l’ IASP cerca di sensibilizzare sul dolore articolare e di incoraggiare la ricerca verso metodi di produzione più validi e accessibili per persone con dolori articolari.

ALLEVIARE I DOLORI CRONICI CON LA CANNABIS TERAPEUTICA

L’uso di cannabis terapeutica risale a migliaia di anni fa, all’antica Cina, è anche stato dimostrato che fu usato nell’antico Egitto, Grecia e Roma. Al momento, ci sono alcuni studi di ricerca che suggeriscono ai pazienti con dolori cronici dovrebbero l’uso di cannabinoidi, se le forme tradizionali di cura non stessero funzionando. Gli effetti analgesici dei cannabinoidi potrebbero essere benefici nel trattamento di molte malattie caratterizzate dal dolore, come la fibromialgia e la sclerosi multipla.