Spettro di Cannabinoidi
Negli ultimi anni, il mercato del CBD è cresciuto enormemente, così come la vasta conoscenza che riguarda il processo di fabbricazione dei prodotti con CBD. Tuttavia, parlando con chi utilizza il CBD, non cessa di sorprendere noi della Kalapa Clinic quante persone pensino che qualunque prodotto etichettato come “CBD” possa essere lo stesso. Chiaramente, ciò non è vero.
Al fine di distinguere la differenza tra i prodotti, quest’articolo mira chiarire cos’è lo spettro di cannabinoidi e la sua importanza quando si vuole individuare il corretto prodotto con CBD per finalità mediche. Vi guideremo attraverso la differenza tra full-spectrum (spettro completo), broad-spectrum (spettro parziale) e CBD isolato. Consapevoli di cosa siano questi spettri e come differenziarli, sarete in grado di individuare prodotti di alta qualità ed efficacia, che possano offrire il massimo potenziale terapeutico per le vostre necessità.
Comprendere lo spettro di cannabinoidi – L’Effetto Entourage
Per comprendere appieno la differenza, facciamo prima un passo indietro ai composti presenti nella cannabis benefici per la salute.
Ultimamente, l’ideologia dominante era che il “CBD puro”, o CBD isolato, fosse il più potente, in quanto si credeva che quanto più pura sia la forma di questo composto, maggiori sarebbero gli effetti benefici offerti, insieme al cannabinoide psicotropo THC.
Ciò nonostante, sebbene sia vero che CBD e THC sono solitamente i giocatori principali, che tutti conoscono quando si parla dei chimici presenti nelle piante di Cannabis, gli scienziati hanno già identificato altri composti che possono a loro volta offrire anche benefici terapeutici. Ciò riguarda un’ampia gamma di cannabinoidi, come CBG, CBN, CBC, le forme acide e variniche di THC e CBD, rispettivamente conosciute come THCV, CBDV, THCA e CBDA, così come i terpeni e altri composti come flavonoidi, proteine, fenoli, steroli ed esteri.
Di fatti, nel 2015, i ricercatori dell’Università Ebraica di Gerusalemme, Lautenberg Center for General and Tumour Immunology, individuarono il cosiddetto “effetto entourage”. L’effetto entourage è descritto come l’interazione di numerose componenti al fine di produrre una maggiore potenza ed efficacia, rispetto a quando si utilizza un cannabinoide isolato amministrato alle stesse quantità. Successivi studi sull’argomento hanno mostrato che il CBD era, infatti, molto più efficace quando utilizzato insieme agli altri composti della pianta di cannabis, rispetto a quando era utilizzato da solo. In aggiunta, prodotti con CBD isolato hanno mostrato di aver bisogno di maggiori e più precisi dosaggi, rispetto alle alternative di pianta completa.
Ciò significa che la scelta di un prodotto full o broad-spectrum, a spettro completo o parziale, possa essere la migliore soluzione per il trattamento della maggior parte delle condizioni mediche.
Sfortunatamente, a causa della scarsa regolamentazione che determini cosa realmente costituisce una formulazione full-spectrum, alcuni prodotti vengono così etichettati, anche se, però non rispettano la definizione generale. L’unico vero modo per confermarlo è visionare i risultati degli esami di laboratorio e comprendere il metodo estrattivo utilizzato per estrapolare tutte o solo alcune delle molecole dal materiale vegetale.
Abbiamo un team di specialisti in attesa di rispondere a qualsiasi domanda
Il processo di produzione: metodi estrattivi
Prima di entrare nel dettaglio dei metodi estrattivi dei cannabinoidi dalla pianta di cannabis, i lettori devono essere coscienti che l’estrazione di cannabis è a tutti gli effetti chimica, non cucina. Gran parte delle tecniche prevede l’utilizzo di attrezzature sicure e, al contempo, il processo d’estrazione deve essere eseguito correttamente, al fine di assicurare la formulazione di un prodotto sicuro per l’uso umano, confermando inoltre i risultati indipendentemente, tramite un appropriato test d’analisi.

Estrazione con solvente
Diverse popolari modalità d’estrazione della cannabis si affidano all’utilizzo di un solvente alcolico. In breve, la cannabis viene immersa nell’alcol, il materiale vegetale viene successivamente rimosso, il liquido filtrato e l’alcol viene infine eliminato tramite alcune forme di evaporazione.
I solventi più comunemente utilizzati in questo processo estrattivo sono etanolo, butano e propano, ognuno dei quali può presentare i suoi vantaggi e svantaggi.
Estrazione con butano
L’utilizzo di butano come solvente permette di creare il così detto BHO o butane hash oil. Il processo inizia con l’inserimento della cannabis e del butano liquido in un sistema pressurizzato e riscaldato. Utilizzando l’evaporazione sottovuoto, il butano si converte da liquido a vapore, rendendo così più facile la sua rimozione.
Questo metodo implica alcuni potenziali rischi, giacché il butano brucia facilmente nella sua forma gassosa, aumentando così il rischio di esplosione del gas.
Estrazione con propano
Invece del butane hash oil, alcuni produttori preferiscono l’utilizzo di propano come solvente. In questo metodo, il propano viene utilizzato al posto del butano o dell’etanolo. Qui, l’alta pressione mantiene il propano in forma liquida e l’estrazione avviene a una bassa temperatura, giacché il punto d’ebollizione del propano è inferiore a quello del butano.
Come nel processo con butano, però, si deve prestare particolare attenzione all’estrazione con propano, affinché si rimuova la maggior parte possibile di chimici, dimostrandolo tramite analisi di laboratorio.
Estrazione con etanolo
L’estrazione con etanolo è generalmente sicura, efficace ed efficiente. L’etanolo utilizzato durante questo processo è di grado farmaceutico, considerato “generalmente sicuro” dalla FDA. Infatti, questo tipo di etanolo è uno dei conservanti alimentari più utilizzati.
Questo metodo ha acquisito rapidamente popolarità grazie al fatto che permette di raccogliere grandi quantità di cannabinoidi e altre componenti della pianta di cannabis, come i terpeni e i flavonoidi, assicurando così la copia più naturale dei profili della cannabis all’interno del prodotto finale.
Una delle maggiori sfide è rappresentata dalla polarità di questo solvente, che è propenso a mescolarsi con l’acqua e dissolvere molecole come la clorofilla. La clorofilla è responsabile del sapore amaro del prodotto finale, se non precedentemente rimossa.
Abbiamo un team di specialisti in attesa di rispondere a qualsiasi domanda
El dióxido de carbono (CO2) es un fluido supercrítico, lo que significa que se convierte en líquido cuando se presuriza. Al mismo tiempo, es una sustancia química pura que se produce de forma natural y no deja residuos.
Estrazione con CO2
Il diossido di carbonio (CO2) è un fluido supercritico, cioè capace di convertirsi in forma liquida quando pressurizzato. Al contempo, questa è la sostanza chimica più pura presente in natura e non lascia alcun residuo. Uno studio ha mostrato che differenti componenti vengono concentrate a livelli diversi nello stesso processo. Ciò significa che cambiando la temperatura, la pressione o il tempo di esecuzione il risultato finale può essere differente. Per questa ragione, è possibile distinguere tre sottocategorie di questo metodo: super-critico, sub-critico e medio-critico. Il metodo super-critico lavora ad alte temperature e solitamente produce maggiori raccolte di CBD, rispetto agli altri due metodi.
Tuttavia, ad alte temperature, altre importanti sostanze, come i terpeni, potrebbero essere distrutte. I metodi sub-critico e medio-critico (estrazioni a freddo) producono raccolti di CBD inferiori, ma preservano la presenza di altre sostanze estratte.
In aggiunta, a causa della sua più duratura e aggressiva natura, questo processo potrebbe causare alcuni danni ai cannabinoidi e terpenoidi nell’estratto.
Estrazione dei cannabinoidi crudi
Quando si formula un estratto di canapa utilizzando i metodi a bassa temperatura, come l’estrazione con CO2 medio- e sub-critico o la pressatura a freddo, i prodotti che ne derivano contengono le forme acide non attivate dei cannabinoidi. Un prodotto che contiene solamente questi cannabinoidi è conosciuto come un prodotto a spettro crudo, o raw spectrum.
Sebbene la letteratura disponibile sia limitata, esistono alcuni studi che evidenziano le proprietà mediche benefiche delle forme acide. Grazie a ciò, molti produttori mescolano sia le forme acide sia quelle non acide dei cannabinoidi nel prodotto finale.
Qual è il migliore processo di formulazione quando si sceglie il corretto prodotto con CBD?
Avendo esaminato ogni metodo, in termini di efficienza, costo e risultato desiderato, è evidente che ogni processo d’estrazione genera un proprio risultato, che sia un olio “isolato” o un “full-spectrum”.

Comparazione generale sugli estratti ottenuti dai differenti metodi
CBD isolato
Con CBD isolato ci si riferisce a un prodotto che contiene la forma “isolata” di CBD, presente sotto forma di una polvere biancastra solubile, che può essere mescolata con un solvente per creare differenti concentrazioni di CBD. Questa può essere utilizzata in una varietà di prodotti, come creme, oli e capsule.
Quando viene analizzato, un prodotto con CBD isolato mostrerà solamente che è composto da CBD. Nella lista degli ingredienti, piuttosto che olio estratto di canapa, questo viene spesso indicato come “CBD cristallino” o “cristalli di CBD”.
Tutti i terpeni presenti originariamente nella pianta sono, infatti, stati rimossi durante il processo di produzione. Occasionalmente, le imprese produttrici aggiungono terpeni successivamente, al fine di creare un terpsolate, riacquistando così alcuni di quei benefici. Ciò però non va confuso con i prodotti “broad-spectrum”.
I vantaggi del CBD isolato sono i seguenti. Pur essendo insapore e inodore, rimane la forma più pura di CBD. Giacché non risulterà positivo al THC, non vi è rischio di effetti psicotropi ed è pertanto considerato generalmente sicuro.
Tuttavia, dal momento che si tratta di una forma isolata di CBD, questo non fornisce gli stessi benefici che un prodotto con altri ingredienti potrebbe offrire. Ciò porta alla conclusione che può essere utile per persone che vogliono un alto dosaggio di CBD, evitando però il THC e altri cannabinoidi ai quali si potrebbe essere sensibili. È inoltre privo dello stesso sapore che potrebbe scoraggiare le persone da scegliere altri prodotti, mentre però permette alle persone di superare con successo i test antidroga ed evitare le leggi statali che proibiscono il THC. Tutto sommato, gli utenti alle prime esperienze che potrebbero avere dubbi sull’utilizzo di prodotti con CBD, potrebbero preferire questa versione rispetto alle altre.
CBD Broad-spectrum
Un prodotto con CBD broad-spectrum, piuttosto che con solo CBD puro, è un prodotto che, ad eccezione del THC, contiene uno spettro completo di cannabinoidi e terpeni. Ciò significa che può offrire tutti i benefici della pianta, sfruttando al massimo l’effetto entourage, rispetto al CBD isolato che è limitato a un solo cannabinoide. Mentre da un lato permette alle persone di superare con successo i test antidroga ed evitare gli effetti psicotropi del THC, un prodotto con CBD broad-spectrum può offrire un’opzione terapeutica completa.
Prima dell’arrivo del CBD broad-spectrum, l’unica opzione senza THC era il CBD isolato. Con l’avanzamento tecnologico che ha permesso la filtrazione del THC, utilizzando uno speciale processo di cromatografia preparatoria, è ora possibile ottenere un prodotto con CBD libero da THC. Tuttavia, a causa del fatto che si tratta di un recente metodo di produzione di CBD, c’è meno ricerca e disponibilità del prodotto. In aggiunta, la presenza di tutti i terpeni e gli altri cannabinoidi apporta un sapore e un odore forte al prodotto finale, che potrebbe talvolta scoraggiare alcune persone.
Quando si cerca un’opzione che possa aiutare quando il CBD isolato non può, il CBD broad-spectrum potrebbe essere la soluzione. Piuttosto che distillare e riaggiungere altri cannabinoidi e terpeni, il CBD broad-spectrum li mantiene fin dall’inizio. Si evita al contempo il problema delle leggi sul THC, offrendo comunque alle persone che sono sensibili al THC o esitanti a usarlo il miglior effetto.
CBD Full-spectrum
Il CBD full-spectrum (spettro completo) è simile al CBD broad-spectrum, a parte per il fatto che include il THC, invece di rimuoverlo. A causa delle norme che limitano il peso secco di THC allo 0.3%, i produttori formulano un estratto con 2-3% di THC prima di diluirlo. A questo livello, il THC difficilmente riesce a offrire all’usuario un effetto “sballante” a un dosaggio regolare.
Dal momento che non vi è stato alcun processo d’isolamento del CBD, il CBD full-spectrum offre i benefici dell’effetto entourage, grazie alla presenza sia dei terpeni, come limonene, mircene, pinene, sia di altri cannabinoidi, come CBC, CBDV e CBN. Il prodotto viene anche sottoposto a un minor numero di processi durante la sua produzione, rendendolo così più simile alla pianta originale.
Sfortunatamente, ciò porta al risultato che potrebbero esistere complicazioni legali, in base alla regione (giacché non tutti i paesi permettono un limite di THC dello 0.3%), poiché potrebbe comparire nei test antidroga e talvolta potrebbe produrre effetti psicotropi. Saranno inoltre presenti un forte sapore, odore e colore, così come nel CBD broad-spectrum.

Conclusione
Con i tre differenti tipi di prodotti con CBD, è importante decidere se si ha bisogno dell’effetto entourage o solo del puro CBD. Il CBD full-spectrum offre la totalità dei benefici che il CBD può offrire, ma porta con sé alcuni rischi per le persone che lavorano in settori in cui i test antidroga sono all’ordine del giorno o dove le leggi non sono chiare su cos’è e non è legale. Il CBD isolato si trova dall’altra parte dello scenario, rappresentando l’opzione che permette di evitare completamente i problemi con i test antidroga e le leggi della maggior parte dei paesi, senza però poter offrire i benefici dell’effetto entourage. Il CBD broad-spectrum combina gli aspetti positivi di entrambi, mentre continua a permettere di evitare le leggi che riguardano il THC.
In aggiunta, è anche importante essere consapevoli del metodo estrattivo presentato dal venditore. Nel caso del metodo estrattivo con CO2, il danno ai terpeni potrebbe far dubitare sul fatto che un prodotto classificato come full-spectrum sia correttamente etichettato. Infatti, da un’analisi condotta dall’Osservatorio Spagnolo della Cannabis Medicinale (Observatorio español de cannabis medicinal), è stato evinto che solo 5 di 15 marche di prodotti con CBD analizzati erano correttamente etichettati.
Bibliografia sull’effetto dei cannabinoidi
El Sohly M, Waseeem G. Constituents of Cannabis Sativa. In: Pertwee RG, editor. Handbook of Cannabis. Oxford, United Kingdom: Oxford University Press; 2014. p. 3-22.
Ben-Shabat S, Fride E, Sheskin T, Tamiri T, y cols. An entourage effect: inactive endogenous fatty acid glycerol esters enhance 2- arachidonoyl-glycerol cannabinoid activity. Eur J Pharmacol. 1998;353(1):23-31.
McPartland JM, Russo EB. Non-Phytocannabinoid Constituents of Cannabis and Herbal Synergy. In: Pertwee RG, editor. Hand- book of Cannabis. Oxford, United Kingdom: Oxford University Press; 2014. p. 280-95.
Mechoulam R. Cannabis – the Israeli perspective. J Basic Clin Physiol Pharmacol. 2016, 27(3):181-187
Abbiamo un team di specialisti in attesa di rispondere a qualsiasi domanda