L’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) ha annunciato che, dal 1° Gennaio 2018, il Cannabidiolo non apparterrà più alla lista di sostanze proibite.

Il WADA è stato istituito nel 1999, come un’agenzia internazionale indipendente, che concentra i propri sforzi sulla ricerca scientifica, sull’educazione e sullo sviluppo di tecniche antidoping, oltre a creare (nel 2004) un monitoraggio del Codice Mondiale Antidoping (the Code). Il Codice è un documento che raggruppa le politiche antidoping, le norme e le regolamentazioni di ogni sport in ciascuna nazione. Più di 600 organizzazioni nell’industria sportiva hanno accettato questo codice e lo stanno implementando e rafforzando [1].

Il Codice non era mai stato concepito per rimanere sempre uguale [2]. Esso sarebbe stato rivisto e revisionato con costanza dopo qualche anno, per mantenerlo sempre aggiornato in base all’evoluzione delle politiche di test delle droghe, agli strumenti e alle droghe stesse.

La lista più recente di aggiornamenti è stata rilasciata il 19 Settembre 2017 e tutte le modifiche saranno rese effettive dal 1° di Gennaio. Tra queste modifiche vi è la decisione di rimuovere il Cannabidiolo (CBD) dalla lista di sostanze proibite. “Il Cannabidiolo non è più proibito […] tuttavia, il cannabidiolo estratto dalla pianta di cannabis potrebbe anche contenere concentrazioni variabili di THC, che rimane una sostanza proibita” [3].

Le proprietà antinfiammatorie del CBD si conoscono da molto tempo [4] ed essa sta diventando l’alternativa più popolare agli oppioidi tra gli atleti professionisti, come il lottatore dell’UFC Nate Diaz, dal momento che il CBD presenta minori effetti collaterali, nessuna dipendenza, anche se assunto per lunghi periodi, e può ridurre considerevolmente il tempo di recupero di un atleta. Questo è dovuto alle proprietà antinfiammatorie, ma anche dal fatto che il CBD è un grande calmante del dolore, può aiutare con l’insonnia (il riposo è vitale per il recupero degli atleti) e può anche migliorare l’appetito.

Questa modifica nella lista delle sostanze proibite permette all’atleta di utilizzare, senza problemi, il CBD, come palliativo ed antinfiammatorio, senza doversi preoccupare di essere escluso dalla propria disciplina, o dover sopportare gli effetti collaterali o la dipendenza di altri farmaci per il dolore.

Bibliografia

[1] World Anti-Doping Agency. (2017). Who we are. [online] [Accesso 10 Oct. 2017].

[2] World Anti-Doping Agency. (2017). The Code. [online] Available at [Accesso 10 Oct. 2017].

[3] World Anti-Doping Agency. (2017). Prohibited list 2018 summary of modifications [online] [Accesso 9 Oct. 2017]

[4] Nagarkatte, P. Pandey, R. Rieder, S A. Hegde, V L. Nagarkatii, M. (2010). Cannabinoids as novel anti-inflammatory drugs. [online] [Accesso 10 Oct. 2017]