La cannabis può essere utilizzata con finalità ricreative, sebbene sia spesso utilizzata anche per le sue proprietà medicinali. Tuttavia, l’“overdose da cannabis” o gli effetti avversi della cannabis possono essere un argomento controverso, dal momento che varie persone, inclusi i professionisti, potrebbero avere differenti punti di vista, ma anche perché può essere totalmente soggettivo per la persona quale quantità possa essere considerata eccessiva.

In uno studio sui cani, si riportò che la dose minima letale sarebbe maggiore ai 3gr/kg. Tuttavia, è difficile misurare la reale dose tossica di THC per gli animali (mg/kg), a causa dei differenti gradi di purezza in ogni varietà di cannabis e perché tale dosaggio potrebbe anche dipendere dalle vie di esposizione.

Gli effetti fisici e mentali della cannabis sul corpo 

Nel corpo umano sono presenti due principali recettori cannabinoidi, tipo 1 e 2 (CB1/CB2). Il CB1 causa la maggior parte degli effetti clinici del tetraidrocannabinolo (THC). Questi effetti generano cambiamenti mentali e fisici, come l’interruzione delle abilità cognitive e mnemoniche, l’alterazione delle attività motorie, la regolazione della nocicezione (stimoli dannosi), nausea e vomito.[1]

Un altro effetto collaterale comune causato del consumo di cannabis è la “bocca secca”. Uno studio sugli animali ha scoperto che l’attivazione di CB1 e CB2 era associata alla modulazione della secrezione di saliva, dal momento che entrambi i recettori cannabinoidi sono localizzati nelle ghiandole salivari.[2]

In aggiunta, la “voglia” è un altro sintomo conosciuto. Dopo l’assunzione di cannabis, il consumatore solitamente presenterà una particolare voglia di dolci. L’ipoglicemia, o rapida diminuzione dei livelli di glucosio nel sangue, si sa che potrebbe essere associata alla sensazione di fame o all’aumento d’appetito. Tuttavia, uno studio mostrò che ciò non si verifica nel caso del consumo di cannabis, dal momento che i livelli di glucosio a digiuno non erano significativamente differenti.[3] Una differente pubblicazione indica che il THC potrebbe interagire con la grelina, un ormone secreto dallo stomaco che stimola l’appetito. È per questo motivo che il THC sintetico è stato approvato dall’Agenzia per gli Alimenti e Medicinali (FDA) come trattamento per persone con anoressia indotta dal HIV, grazie alle sue proprietà di stimolazione dell’appetito. [4]

Tuttavia, “la maggior parte degli autori concludono che l’uso della cannabis rappresenta un rischio significativo per i consumatori in maniera dose-dipendente.” In aggiunta, presentiamo di seguito una lista di possibili effetti collaterali causati dal consumo di cannabis:

  • Dipendenza(fisiologica)
  • Sindrome d’astinenza
  • Dipendenza (psicologica) e, con uso cronico, tolleranza
  • Reazioni psicologiche negative: ansia, allucinazioni, comportamenti violenti, depressione, paura
  • Manifestazione anticipata di psicosi
  • Intervalli di memoria affettati
  • Riduzione dei riflessi
  • Confusione e deficit cognitivi
  • Alterazione della percezione temporale
  • Risposte fisiologiche che possono riguardare la tosse

I ricercatori hanno notato anche che, in base al cannabinoide somministrato, l’effetto sul consumatore può essere differente. Infatti, gli effetti della cannabis possono essere soggettivi al consumatore, che potrebbe gradire determinati effetti, come l’alterazione dell’intervallo di memoria, la riduzione dei riflessi e l’alterazione della percezione temporale, che però potrebbero essere alquanto sgradevoli per altri. Quando la situazione diventa troppo difficile da gestire, è possibile ci si trovi davanti ad un segnale di eccessivo consumo di cannabis o che si sta utilizzando il tipo sbagliato di cannabis.

Quanto è pericoloso mescolare le droghe con la cannabis?

Da un certo punto di vista, la cannabis mescolata con altre droghe rappresenta un passo verso un percorso alquanto pericoloso. La cannabis è spesso consumata insieme ad alcol o diazepam, che aumenta i suoi effetti sedativi, o con altre droghe per aumentarne gli effetti euforici. È anche spesso anche mescolata alla nicotina, cocaina, oppiacei o LSD. [5]                                                                                                                                  

Possiamo rilevare una quantità dannosa di THC nel corpo umano?

Rilevare il grado di menomazione da uso di cannabis è più complicato che rilevare quello dell’alcol, a causa della complessa natura e dalle poche conoscenze sul rapporto dose-effetto della droga. Il THC è altamente lipofilico, andando quindi a depositarsi in aree del corpo piene di lipidi, come nel grasso o nel cervello, rendendo ancora più difficile identificare nel sangue la quantità assunta. Il quantitativo nel sangue è pertanto solo un’approssimazione di quanto è realmente presente nel cervello.

Si presume che maggiore è la quantità di cannabis assunta maggiore sarà il grado d’incapacità, grazie ai simili effetti mostrati dall’alcol. Tuttavia, non ci sono ancora test affidabili per individuare la cannabis, così come nella rilevazione di alcol. Un articolo afferma che l’analisi della saliva, che potrebbe essere effettuata anche sul ciglio della strada, sarebbe molto più efficacie, meno invasiva e più semplice. La tecnologia è già disponibile, ma i dati di dose-risposta non lo sono ancora. [6] 

Nonostante quanto detto fin ora, la “Marijuana non ha mai mostrato di causare un’overdose mortale negli umani”. [7]

Per concludere, sebbene gli effetti collaterali della cannabis possano raggiungere livelli sgradevoli per i consumatori, tali effetti non sono mortali. Per evitare tali reazioni avverse, devono essere considerati differenti fattori, come la varietà di cannabis consumata, gli altri tipi di droghe o farmaci assunti insieme alla cannabis, ma potrebbe anche essere correlato un possibile fattore genetico.

[1] Fitzgerald, K. T., et alt (2013). Marijuana Poisoning. Topics in Companion Animal Medicine, 28(1), 8–12. doi:10.1053/j.tcam.2013.03.004

[2] Prestifilippo, J. P., et alt (2006). Inhibition of Salivary Secretion by Activation of Cannabinoid Receptors. Experimental Biology and Medicine, 231(8), 1421–1429. doi:10.1177/153537020623100816

[3] Podolsky, S., Pattavina, C. G., & Amaral, M. A. (1971). EFFECT OF MARIJUANA ON THE GLUCOSE-TOLERANCE TEST. Annals of the New York Academy of Sciences, 191(1 Marijuana), 54–60. doi:10.1111/j.1749-6632.1971.tb13986.x

[4] Lim, C. T., et alt (2013). Ghrelin and cannabinoids require the ghrelin receptor to affect cellular energy metabolism. Molecular and Cellular Endocrinology, 365(2), 303–308. doi:10.1016/j.mce.2012.11.007

[5] Greydanus, D. E., et al. (2013). Marijuana: Current Concepts†. Frontiers in Public Health, 1. doi:10.3389/fpubh.2013.00042

[6] Wanniarachige, D. (2015). Drugged driving: How much is too much? Canadian Medical Association Journal, 187(6), E187–E187. doi:10.1503/cmaj.109-5012

[7] Blesching Uwe. The Cannabis Health Index: Combining the Science of Medical Marijuana with Mindfulness Techniques to Heal100 Chronic Symptoms and Diseases. Logos Publishing House, 2013. ISBN 978-1-58394-962-7 (pbk.)- ISBN 978-1-58394-4 (ebook)