Il carcinoma polmonare, la causa più comune di morte per cancro in tutto il mondo, è un tipo di cancro difficile da trattare. Ogni anno si spendono miliardi di euro per ricercare nuovi trattamenti per il cancro, che possano potenzialmente migliorare i tassi di sopravvivenza. In prima linea ci sono i cannabinoidi, speciali componenti presenti nella pianta di cannabis, che si ritiene abbiano proprietà antitumorali. In questo articolo, daremo uno sguardo alle ultime ricerche sul CBD ed il cancro ai polmoni, per vedere se questo cannabinoide non intossicante possa portare speranza ai milioni di pazienti con carcinoma polmonare di tutto il mondo.

Cos’è il Carcinoma Polmonare?

Il Carcinoma polmonare è la crescita incontrollabile di cellule anomale in uno o entrambi i polmoni. Queste cellule prima o poi formano masse tumorali, ostruendo la normale funzione del polmone e causando sintomi come respiro affannoso, tosse prolungata, dolore toracico mentre si tossisce e tosse sanguinolenta.

Il cancro ai polmoni può essere causato dal fumo di sigarette, da precedenti malattie polmonari e dall’esposizione a chimici, come l’amianto.

Il carcinoma polmonare è il terzo tipo di cancro più diagnosticato in tutto il mondo e secondo la Fondazione Mondiale per la Ricerca sul Cancro ci sono stati 2 milioni di nuovi casi solo nel 2018. Il trattamento potrebbe prevedere chirurgia, chemioterapia, radioterapia o immunoterapia, a seconda dello stadio del cancro.

Cannabinoidi e Cancro

Dal 1970 i ricercatori di tutto il mondo hanno studiato le proprietà antitumorali della pianta di cannabis. Le loro ricerche si sono principalmente focalizzate sul THC (Tetraidrocannabinolo) e sul CBD (Cannabidiolo), che si ritenga siano i cannabinoidi più attivi nella pianta.

Ricerche precedenti si concentravano in particolare sul THC, che è stato riscontrato abbia chiari effetti antitumorali in tumori come il glioblastoma[1]. In quel momento, si credeva che il CBD mostrasse inferiori potenziali terapeutici, riflettendosi nella credenza generale che la mancanza di effetto intossicante rende il CBD un cannabinoide meno interessante da studiare.

Il CBD non attiva direttamente entrambi i recettori cannabinoidi CB1 e CB2[2], considerati parzialmente responsabili degli effetti anticancerogeni (e psicoattivi) del THC. Tuttavia, ad oggi gli scienziati sanno che il CBD è invece una molecola incredibilmente complessa con molteplici meccanismi d’azione, alcuni dei quali potrebbero essere antitumorali[3].

Per esempio, si sa che il CBD blocca il recettore GPR55[4], la cui attivazione può aumentare la crescita delle cellule cancerogene[5], e che in studi preclinici ha indotto l’apoptosi (morte cellulare) in tumori al seno[6], leucemia[7] e neuroblastomi[8].

Quando si lega con i recettori CB2 delle cellule cancerogene, il CBD stimola ciò che si conosce come cascata della caspasi[9], un processo coinvolto nell’uccisione delle cellule cancerogene.

Il CBD ha anche mostrato la capacità di limitare la crescita dei tumori prevenendo l’angiogenesi[10] – la produzione di nuovi vasi sanguigni.

CBD e Cancro polmonare

È facile credere che semplicemente perché un componente mostra effetti antitumorali con un tipo di cancro ciò debba essere uguale per tutti i rimanenti tipi. Sfortunatamente, il termine cancro dovrebbe essere inteso come un nome collettivo che si riferisce ad un gruppo di malattie che condividono una caratteristica principale, l’incontrollabile crescita di cellule anomale. L’idea che lì fuori ci sia una “cura miracolosa” è fuorviante, ed è pertanto fondamentale prendere in considerazione individualmente ogni tipo di cancro.

In merito al carcinoma polmonare, in uno studio preclinico[11] sulle linee del cancro polmonare e sulle primarie cellule cancerogene in un paziente con carcinoma polmonare, il CBD contribuì all’apoptosi tramite la sovrastimolazione sia del COX-2, un enzima pro-infiammatore, che del PPAR- γ (recettore attivato dal Proliferatore del Perossisoma), un tipo di recettore nucleare di tipo 2, che viene codificato dal gene PPARG.

Tramite differenti meccanismi, il CBD ha anche mostrato la possibilità di limitare l’invasione delle cellule del carcinoma polmonare. Uno studio[12] mostrò che il CBD causava una “profonda inibizione” di un tipo di cellula cancerogena polmonare, diminuendo la secrezione dell’inibitore 1 dell’attivatore del plasminogeno (PAI-1). Al contempo un altro studio[13] osservò come il CBD riduceva la metastasi del carcinoma polmonare, promuovendo la molecola di adesione cellulare intracellulare (ICAM-1).

Finora, queste iniziali investigazioni spiegano solamente i meccanismi per cui il CBD potrebbe apportare un effetto antitumorale. Non si sono ancora spinti fino al prossimo stadio cruciale per la ricerca, cioè valutare se il CBD riduce i tumori in modelli animali. Ciò significa che siamo molti anni lontani dal conoscere con certezza se il CBD sia un trattamento efficace per il carcinoma polmonare negli umani.

CBD e Carcinoma Polmonare – Lo studio di un caso reale

A parte tutto, non si può dire che non esistano storie di vita reale che abbiano catturato l’attenzione sia dei media che della comunità scientifica.

Durante normali scansioni TAC, che mostrarono che il tumore di Mr Hill stava iniziando a ridursi, il suo medico gli domandò cosa stesse facendo di differente. L’olio di CBD era l’unico cambiamento nello stile di vita di Mr Hill ed ispirò il suo medico ad essere l’autore dell’articolo “Striking lung cancer response to self-administration of cannabidiol: A case report and literature review[14].

Sfortunatamente, una storia di successo sul CBD ed il carcinoma polmonare non rappresenta una evidenza sufficiente per confermare che il cannabinoide può rappresentare un efficace trattamento antitumorale. Affinché il CBD venga approvato come farmaco per il carcinoma polmonare per gli umani, esso deve passare attraverso cinque fasi di analisi cliniche, che richiederebbero miliardi di euro.

Nel frattempo, se soffri di carcinoma polmonare e stai prendendo in considerazione di assumere olio di CBD, dovresti prima consultare il tuo oncologo o cercare un dottore con esperienza nel prescrivere cannabis terapeutica per il cancro.

Ti è piaciuto questo post? Lasciaci una tua valutazione. Questo post è stato realizzato in base ad investigazioni esistenti prima della data di pubblicazione dell’articolo. A causa dell’incremento degli studi sulla cannabis medicinale, le informazioni fornite possono variare col tempo e proseguiremo ad aggiornarle nei successivi articoli.

[1] Guzman, M. et alt. A pilot clinical study of Delta9-tetrahydrocannabinol in patients with recurrent glioblastoma multiforme. Br J Cancer. 2006 Jul 17;95(2):197-203. Epub 2006 Jun 27.

[2] Pertwee RG. The diverse CB1 and CB2 receptor pharmacology of three plant cannabinoids: delta9-tetrahydrocannabinol, cannabidiol and delta9-tetrahydrocannabivarin. Br J Pharmacol. 2008;153(2):199–215. doi:10.1038/sj.bjp.0707442

[3] Massi P, et alt. Cannabidiol as potential anticancer drug. Br J Clin Pharmacol. 2013;75(2):303–312. doi:10.1111/j.1365-2125.2012.04298.x

[4] Christopher M. et alt. Minireview: Recent Developments in the Physiology and Pathology of the Lysophosphatidylinositol-Sensitive Receptor GPR55, Molecular Endocrinology, Volume 25, Issue 11, 1 November 2011, Pages 1835–1848, https://doi.org/10.1210/me.2011-1197

[5] Andradas, C. et alt. Activation of the orphan receptor GPR55 by lysophosphatidylinositol promotes metastasis in triple-negative breast cancer. Oncotarget. 2016 Jul 26; 7(30): 47565–47575.

[6] Shrivastava, A. et alt. Cannabidiol induces programmed cell death in breast cancer cells by coordinating the cross-talk between apoptosis and autophagy. Mol Cancer Ther. 2011 Jul;10(7):1161-72

[7] Gallily, R. et alt. Gamma-irradiation enhances apoptosis induced by cannabidiol, a non-psychotropic cannabinoid, in cultured HL-60 myeloblastic leukemia cells. Leuk Lymphoma. 2003 Oct;44(10):1767-73.

[8] Fisher, T. In vitro and in vivo efficacy of non-psychoactive cannabidiol in neuroblastoma. Curr Oncol. 2016 Mar;23(2):S15-22

[9] Massi, P. et alt. The non-psychoactive cannabidiol triggers caspase activation and oxidative stress in human glioma cells. Cellular and Molecular Life Sciences CMLS September 2006, Volume 63, Issue 17, pp 2057–2066

[10] Solinas M, Massi P, Cantelmo AR, et al. Cannabidiol inhibits angiogenesis by multiple mechanisms. Br J Pharmacol. 2012;167(6):1218–1231. doi:10.1111/j.1476-5381.2012.02050.x

[11] Ramer, R. et alt. COX-2 and PPAR-γ confer cannabidiol-induced apoptosis of human lung cancer cells. Mol Cancer Ther. 2013 Jan;12(1):69-82.

[12] Ramer, R. et alt. Decrease of plasminogen activator inhibitor-1 may contribute to the anti-invasive action of cannabidiol on human lung cancer cells. Pharm Res. 2010 Oct;27(10):2162-74

[13] Ramer, R. et alt. Cannabidiol inhibits lung cancer cell invasion and metastasis via intercellular adhesion molecule-1. FASEB J. 2012 Apr;26(4):1535-48

[14] Sulé-Suso, J. et alt. Striking lung cancer response to self-administration of cannabidiol: A case report and literature review. SAGE Open Med Case Rep. 2019.

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CBD per Carcinoma Polmonare – Cosa sappiamo finora
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CBD per Carcinoma Polmonare – Cosa sappiamo finora
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I ricercatori di tutto il mondo hanno investigato le proprietà antitumorali della pianta di cannabis e l’uso del CBD per il carcinoma polmonare.
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