Il carcinoma polmonare è la principale causa di morte per tumore negli uomini, dopo il cancro alla prostata e al colon, e la seconda causa di morte per tumore nelle donne, dopo il cancro al seno e al colon. La cannabis medica può essere utilizzata durante la chemio/radio terapia, per alleviare gli effetti collaterali. In aggiunta, interessanti studi in vitro mostrano che i cannabinoidi potrebbero essere in grado di inibire la crescita delle cellule tumorali nei polmoni.

Esistono due tipi di tumori bronchiali. Circa uno di cinque pazienti soffre di carcinoma polmonare a piccole cellule. Quest’aggressivo tumore cresce molto rapidamente e solitamente forma presto delle metastasi in altri organi.

Un tipo meno aggressivo di tumore ai polmoni è il carcinoma polmonare a grandi cellule, che colpisce approssimativamente l’80% dei pazienti. Giacché questo tumore è costituito da cellule più grandi, questo cresce lentamente solo in un’area limitata del polmone. La formazione delle metastasi è anche più lenta, permettendo pertanto che il tumore possa spesso essere rimosso, nei suoi primi stadi.

Cause e sintomi del carcinoma polmonare

Il fumo di tabacco è una delle principali cause di carcinoma polmonare. Solo il 15% di tutti i pazienti con tumore ai polmoni è un non fumatore. Tuttavia, altre sostanze cancerogene, come polvere d’amianto o sostanze radioattive, possono anche danneggiare le cellule del tessuto polmonare, causando la formazione dei tumori.

In aggiunta, cicatrici nei polmoni, che possono essere causate da infiammazioni o lesioni, possono anche aumentare il rischio di carcinoma polmonare. Lo stesso vale per una predisposizione ereditaria.

All’inizio della malattia, il carcinoma polmonare non causa solitamente alcun sintomo. I primi segnali potrebbero essere respiro affannoso, dolore toracico, fatica e tosse cronica. In uno stadio avanzato, le persone colpite perdono, in breve tempo, molto peso e si presenta un frequente espettorato, con o senza sangue. Possono inoltre verificarsi altri sintomi, come difficoltà respiratorie, sudorazione notturna e febbre.

Carcinoma polmonare: classificazione in stadi

Esistono due stadi di carcinoma polmonare a piccole cellule:

  • Stadio LD (malattia localmente delimitata): Nello stadio limitato, il tumore si limita a un solo polmone e a un lato del torace.
  • Stadio ED (malattia in stadio avanzato): Nello stadio avanzato, il tumore si è diffuso ai tessuti circostanti e alla cassa toracica. In aggiunta, le metastasi nel corpo si sono già formate.

Il tumore, nel caso di carcinoma polmonare a grandi cellule, viene determinato tramite la classificazione TNM. Il parametro T (tumore) descrive la grandezza del tumore e quanto velocemente si propaga. Il valore N (linfonodi) indica se i linfonodi vengono affettati e, infine, M (metastasi) indica se il tumore ha generato metastasi.

In base alla classificazione dello stadio, i dottori possono quindi pianificare il trattamento e seguire l’avanzamento del caso. Questo permette ai dottori di determinare al meglio il decorso della malattia e le possibilità di recupero.

Approcci terapeutici per il carcinoma polmonare

La terapia dipende principalmente dal tipo di tumore e dallo stadio della malattia. Un tumore a grandi cellule può essere rimosso chirurgicamente, a condizione che non si sia formata ancora alcuna metastasi. Le probabilità di recupero sono conseguenzialmente buone. Se il tumore si è diffuso ai tessuti limitrofi o se i linfonodi in prossimità al tumore sono compromessi, si utilizza solitamente la radioterapia. La chemioterapia, invece, si utilizza solo se si sono già formate metastasi in altri organi.

Il trattamento del carcinoma polmonare a piccole cellule è di gran lunga più complicato perché, in circa il 75% dei casi, le metastasi sono già formate in altri organi. La rimozione chirurgica del tumore è possibile solo se questo è ancora molto piccolo, ma ciò accade raramente nel caso di tumori a piccole cellule. Le possibilità di trattamento disponibili sono la chemioterapia con farmaci citostatici e anche la radioterapia.

Studi: l’influenza dei cannabinoidi sulla crescita delle cellule tumorali

Nel 2019, i ricercatori dell’Università Rangsit in Tailandia hanno pubblicato gli interessanti risultati di un loro studio (1). In un modello murino, riuscirono mostrare come i cannabinoidi, tetraidrocannabinolo (THC), cannabidiolo (CBD) e cannabinolo (CBN), fossero in grado di inibire la crescita del carcinoma polmonare. I ricercatori attribuiscono le proprietà antitumorali principalmente alla combinazione di THC e CBN.

In base ai risultati positivi, i ricercatori stanno al momento pianificando studi clinici. Hanno anche annunciato che l’istituto di ricerca medica dell’università sta già lavorando su un metodo di lavorazione per l’estrazione di composti cannabinoidi, come THC e CBN, in forma pura dalla pianta di cannabis. Tale estratto verrebbe poi utilizzato per sviluppare un nuovo farmaco.

Il fatto che la combinazione di singoli cannabinoidi sembra giocare un ruolo importante nell’inibizione della crescita tumorale viene anche confermato dai ricercatori israeliani in uno studio in vitro (2). Analizzando gli effetti di dodici combinazioni di cannabinoidi su dodici differenti linee di cellule tumorali, è emerso, in particolar modo, che le combinazioni con elevati contenuti di THC offrivano un maggiore effetto citotossico sulle linee di cellule tumorali.

A loro volta, però, dei ricercatori italiani arrivarono a una diversa conclusione. Nel loro studio in vitro, esaminarono le attività antitumorali dei cannabinoidi cannabidiolo (CBD, cannabigerolo (CBG), cannabidiolo acido (CBDa) e THC acido (THCa) sulle linee di cellule tumorali (3). Qui si mostrò che il CBD era il maggior inibitore della crescita delle cellule cancerogene.

Cannabis terapeutica nel trattamento del carcinoma polmonare

Chemio e/o radioterapia rappresentano un grave onere per i pazienti con cancro, sia fisicamente sia psicologicamente. La cannabis terapeutica può essere usata, qui, per alleviare gli effetti collaterali e migliorare la qualità di vita dei pazienti. A oggi, non esistono studi definitivi che permettano di fare affermazioni certe, così come di comprendere se l’inalazione di cannabis terapeutica possa danneggiare ulteriormente i polmoni nel carcinoma polmonare.

In uno studio caso-controllo, dell’Università della California a Los Angeles, i ricercatori analizzarono se i consumatori di cannabis mostravano un maggior rischio di carcinoma polmonare (4). Tale studio controllato coinvolgeva 611 pazienti con carcinoma polmonare, 601 pazienti con tumore della testa e del collo e 1040 persone sane. In questo caso, i consumatori regolari di cannabis non mostrarono maggior rischio di carcinoma polmonare.

Ciò nonostante, i ricercatori dell’Istituto di Ricerca Medica, in Nuova Zelanda, arrivarono ad una conclusione differente (5). In questo studio caso-controllo, si reclutarono 79 pazienti con carcinoma polmonare e 324 persone di controllo. I ricercatori notarono che il rischio di cancro aumentava di un 8% per ogni anno di utilizzo di cannabis. I ricercatori conclusero che un consumo prolungato di cannabis possa aumentare il rischio di carcinoma polmonare.

A causa dell’incerta situazione degli studi, ai pazienti con carcinoma polmonare si consiglia di non inalare/vaporizzare cannabis terapeutica. In alternativa, possono invece essere utilizzati farmaci prescrivibili (soluzioni oleose) o farmaci pronti all’uso.

(1)  The National Thailand, 2019, „Cannabinoid extract works for cancer

(2)  Israel Institute of Technology, Haifa, Israel, 2019, „The heterogeneity and complexity of Cannabis extracts as antitumor agents

(3)  Istituto di Chimica Biomolecolare, Consiglio Nazionale delle Ricerche Pozzuoli, Italy, Ligresti A1 et al., 2006, “Antitumor activity of plant cannabinoids with emphasis on the effect of cannabidiol on human breast carcinoma

(4) IARC, Lyon, France, 2006, „Marijuana use and the risk of lung and upper aerodigestive tract cancers: results of a population-based case-control study

(5)  Medical Research Institute of New Zealand, Wellington, 2008, „Cannabis use and risk of lung cancer: a case-control study