La cannabis, che è una delle più antiche fonti vegetali di cibo e fibre tessili, ha rappresentato una parte integrante della cultura di molte antiche civiltà[1]. Utilizzata anche per migliaia di anni per le sue proprietà terapeutiche, questa pianta ha attirato l’attenzione della comunità scientifica, che ha moltiplicato le proprie ricerche nelle ultime decadi, per studiarne i funzionamenti e i potenziali effetti sulla salute. Oggi vogliamo parlare dell’effetto della cannabis terapeutica sui cicli del sonno.

Al giorno d’oggi, i trattamenti a base di cannabinoidi rappresentano reali alternative ai trattamenti medici tradizionali per alleviare varie patologie, come epilessia, depressione, dolore ed anche disturbi del sonno. A partire dall’anno 2000, è stata avviata la ricerca sul sonno e la cannabis, dopo aver scoperto il suo potenziale terapeutico. Tuttavia, è ancora difficile determinare i suoi effetti sul sonno, dal momento che devono essere presi in considerazione molti fattori, come il tipo di cannabinoidi (THC/CBD), la frequenza del consumo (regolare o occasionale), la forma d’amministrazione (orale o spray) ed il dosaggio[2].

L’obiettivo di questo articolo è di studiare gli effetti della cannabis e dei suoi componenti sui cicli del sonno.

Gli stadi del sonno

Durante il sonno, il corpo umano passa attraverso differenti fasi. Questo processo è chiamato ciclo del sonno. Un ciclo dura all’incirca 90 minuti e si ripete tra le 4 e le 6 volte a notte. È caratterizzato da due fasi principali, il sonno non-REM (NREM – No movimenti rapidi oculari) e quello REM (movimenti oculari rapidi). Mentre la notte va avanti, la durata degli stadi del sonno non-REM diminuiscono, mentre invece aumentano le fasi del sonno REM[3].

  • Sonno Non-REM

Il sonno non-REM comprende 4 stadi.

Stadio I. “Dormiveglia”. Questo primo stadio dura generalmente 5 minuti, corrispondenti alla fase transizionale tra veglia e sonno leggero. Questa è la fase più leggera del sonno, durante la quale gli individui sono ancora coscienti dell’ambiente circostante ed è molto facile che ci si risvegli. Il corpo si prepara a dormire, i muscoli si rilassano, con talvolta leggeri spasmi, il respiro diventa più regolare ed i movimenti oculari e l’attività cerebrale rallentano.

L’elettroencefalogramma (EEG), che misura l’attività elettrica del cervello, ha reso possibile studiare le differenti onde rilasciate dal cervello durante il sonno. Ogni tipo di onda riflette uno stato fisiologico. Durante la fase 1, le onde alfa (del rilassamento leggero) gradualmente lasciano il posto alle onde theta, che hanno frequenze ed ampiezze inferiori e che caratterizzano uno stato di profonda rilassatezza.

Stadio II. “Sonno leggero”. Nella seconda fase, che dura circa 25 minuti, il sonno è leggero ma il risveglio è meno frequente rispetto al primo stadio. Il corpo continua gradualmente a rilassarsi, diminuendo la temperatura corporale, i movimenti oculari e l’attività cerebrale. Iniziano a presentarsi onde delta, che corrispondono a uno stato di sonno profondo.

Stadio III/IV. “Sonno profondo”. La terza fase (stadio III) e la quarta fase (stadio IV) sono molto simili e corrispondono al sonno profondo. Sono caratterizzate da onde a bassa frequenza ed elevata ampiezza (onde delta).

Questa è la parte del sonno più ristoratore per il corpo (sensazione di fresco risveglio al mattino) ed è molto difficile svegliare una persona in questa fase. Quando una persona si risveglia durante questa fase, lui o lei avranno un periodo di “confusione”, durante il quale si vedrà compromessa la prestazione mentale, per un periodo che varia da 30 a 60 minuti. Più si invecchia, meno questo stadio sarà lungo.

  • Sonno REM

Sonno REM/Stadio V “Sogno”. La quinta fase del ciclo del sonno è spesso associata con la fase dei sogni. Il suo nome, Rapid Eye Movement (REM – Movimenti Oculari Rapidi), si riferisce all’accelerazione dei movimenti oculari sotto la palpebra durante questo stadio. Questo tipo di sonno è chiamato “paradossale” perché, durante questa fase, il cervello agisce come se fosse sveglio. Si verifica un’intensità dell’attività cerebrale maggiore a quella delle fasi precedenti, un respiro irregolare e, come accennato precedentemente, movimenti oculari molto rapidi. Tuttavia, i muscoli del corpo sono ancora in uno stato di paralisi, impedendo all’individuo di “mettere in scena” i propri incubi o sogni mentre dorme.

Questa immobilità tonica (finto-morto) durante la REM potrebbe riguardare un primordiale riflesso di difesa contro un predatore in attacco. La maggior parte delle persone che si risvegliano durante questa fase ricordano i propri sogni. Questa fase dura una media di 10 minuti per il primo ciclo, continuandosi a prolungare durante la notte, con l’ultima fase che quindi dura fino ad un’ora [4] [5]. Il sonno REM potrebbe avere un ruolo importante per il processamento di alcuni tipi di memoria, come quella spaziale, procedurale ed emozionale[6].

Stadi del Sonno Normale. NREM; No Movimenti Oculari Rapidi, REM; Movimenti Oculari Rapidi.

Cannabis terapeutica e i cicli del sonno

Effetti del THC sul sonno

Gli studi condotti per comprendere gli effetti del tetraidrocannabinolo (THC) sul sonno hanno mostrato che a bassi dosaggi, il THC possiede un leggero effetto sedativo, aumentando la durata totale del sonno, con una riduzione della REM e della latenza della presa di sonno (il tempo necessario per compiere la transizione dalla veglia totale al sonno; stadio I del sonno non-REM).

Tuttavia, quando i dosaggi di THC sono alti, oltre alle allucinazioni, si verifica una diminuzione del sonno REM ed un aumento della latenza per la presa di sonno. Una diminuzione del sonno REM potrebbe avere un impatto sulla consolidazione della memoria.[7]

Gli effetti del CBD sul sonno

La ricerca sul Cannabidiolo (CBD), un cannabinoide non tossico e che non crea dipendenza, ha mostrato una risposta all’ansia più importante rispetto a quella per il sonno.[8]

Effetti della somministrazione combinata di CBD e THC sul sonno

I risultati di un altro studio suggeriscono che gli effetti della combinazione dei due cannabinoidi sul sonno dipenderebbe principalmente dal dosaggio e dal rapporto CBD: THC.

Infatti, l’amministrazione combinata (tramite spray oromucosale) di entrambi i cannabinoidi (da 5mg di THC e 5mg di CBD a 15mg di THC e 15mg di CBD) riduce lo stadio 3 del ciclo del sonno, mentre con una combinazione più alta aumentava lo stato di veglia. Quando il THC ed il CBD vengono amministrati separatamente, 15mg di THC agiscono come sedativo, mentre 15mg di CBD sembrano possedere proprietà di veglia, dal momento che aumentava l’attività di consapevolezza, mentre le proprietà sedative del THC andavano perse.[9]

Ad oggi, la ricerca che ha studiato l’impatto della cannabis terapeutica sui cicli del sonno ha mostrato che il THC potrebbe rappresentare una buona alternativa per migliorare le fasi del sonno, sebbene però si devono tenere in considerazione molti fattori, come dosaggio, via di amministrazione ecc., al fine di ottenere risultati più positivi ed accurati. Nei prossimi anni sarà necessario condurre ulteriori ricerche per svelare completamente i meccanismi molecolari dei cicli del sonno.

Ti è piaciuto questo post? Lasciaci una tua valutazione. Questo post è stato realizzato in base ad investigazioni esistenti prima della data di pubblicazione dell’articolo. A causa dell’incremento degli studi sulla cannabis medicinale, le informazioni fornite possono variare col tempo e proseguiremo ad aggiornarle nei successivi articoli.

[1] Kriese, U., et alt. (2004). Oil content, tocopherol composition and fatty acid patterns of the seeds of 51 Cannabis sativa L. genotypes. Euphytica, 137(3), 339–351. doi:10.1023/b:euph.0000040473.23941.76

[2] Schierenbeck, T., et alt. (2008). Effect of illicit recreational drugs upon sleep: Cocaine, ecstasy and marijuana. Sleep Medicine Reviews, 12(5), 381–389. doi:10.1016/j.smrv.2007.12.004

[3] Memar, P., & Faradji, F. (2018). A Novel Multi-Class EEG-Based Sleep Stage Classification System. IEEE Transactions on Neural Systems and Rehabilitation Engineering, 26(1), 84–95. doi:10.1109/tnsre.2017.2776149

[4] Malik, J., Lo, Y.-L., & Wu, H. (2018). Sleep-wake classification via quantifying heart rate variability by convolutional neural network. Physiological Measurement, 39(8), 085004. doi:10.1088/1361-6579/aad5a9

[5] Varga, B., et alt. (2018). Heart Rate and Heart Rate Variability during Sleep in Family Dogs (Canis familiaris). Moderate Effect of Pre-Sleep Emotions. Animals, 8(7), 107. doi:10.3390/ani8070107

[6] Rasch, B., & Born, J. (2013). About Sleep’s Role in Memory. Physiological Reviews, 93(2), 686. doi:10.1152/physrev.00032.2012p.

[7] Garcia, A. N., & Salloum, I. M. (2015). Polysomnographic sleep disturbances in nicotine, caffeine, alcohol, cocaine, opioid, and cannabis use: A focused review. The American Journal on Addictions, 24(7), 590–598. doi:10.1111/ajad.12291

[8] Shannon, S. (2019). Cannabidiol in Anxiety and Sleep: A Large Case Series. The Permanente Journal. doi:10.7812/tpp/18-041

[9] Nicholson, A. et alt. (2004). Effect of  D-9-Tetrahydrocannabinol and Cannabidiol on Nocturnal Sleep and Early-Morning Behavior in Young Adults. Journal of Clinical Psychopharmacology, 24(3), 305–313. doi:10.1097/01.jcp.0000125688.05091.8f