Il Cannabidiolo, conosciuto anche come CBD, è uno dei cannabinoidi più conosciuti della pianta di Cannabis Sativa L. Insieme al THC, è uno dei componenti più presenti nella pianta di Cannabis, si ritiene circa il 40% della Cannabis Sativa L.

Il CBD, come altri cannabinoidi, è un componente della pianta responsabile delle sue proprietà terapeutiche. Ognuno dei dette cannabinoidi della Cannabis Sativa L ha un ruolo diverso e induce effetti diversi nel corpo umano quando si consuma cannabis medica.

Cannabidiolo: le sue proprietà terapeutiche

Il CBD possiede diverse proprietà terapeutiche e, inoltre, non causa nessun tipo di effetto psicotico, cosa che avviene consumando THC. Per questo, il cannabidiolo è considerato un sostituto naturale perfetto per persone con una patologia che vogliono provare una terapia con cannabinoidi e senza il rischio di dipendenza, come può succedere invece con alcuni farmaci. Ancora vi è dibattito se gli effetti terapeutici del CBD sono superiori rispetto a quelli del THC. Queste sono alcune delle proprietà terapeutiche del cannabidiolo:

  • Antiepilettico
  • Analgesico
  • Rilassante
  • Anti-infiammatorio
  • Antiemetico

La cannabis e la canapa vengono utilizzate da migliaia di anni per scopi medici. Si afferma che anche la Regina Victoria usava cannabis ricco di CBD per curare i suoi dolori mestruali nel secolo XIX.

Il cannabidiolo venne scoperto negli anni ’40 dal Dr. Roger Adams, però abbiam dovuto aspettare fino al 1963 quando Raphael Mechoulam conseguì di isolare i cannabinoidi della pianta di Cannabis Sativa L e iniziò a comprovare i suoi benefici terapeutici con prove di laboratorio controllate. Prima del 1975 non esistevano, o ve ne erano pochi, studi sul CBD. Con il passare degli anni, gli studi iniziarono a proliferare fino a raggiungere l’auge negli anni ’90. Recentemente gli studi scientifici sulla cannabis medica hanno iniziato a superare il numero di ricerche sul THC.

Negli anni ’70, la concentrazione di THC nelle colture era solo del 8% e, inoltre, vi erano pochi prodotti specializzati in colture ricche di CBD, dato che il suo uso non era così popolare nel passato. Da allora, si ha conseguito coltivare varietà con dosi alte di CBD e nessuna o poca concentrazione di THC. Sempre più sono popolari le colture di cannabinoidi per pazienti che seguono terapie con cannabinoidi.

I ricercatori hanno scoperto che il CBD agisce in modo più ampio della semplice attivazione dei recettori cannabinoidi. Per questo, ad oggi, c’è ancora molto del CBD che è da noi sconosciuto, però sicuramente sempre più persone stanno prendendo coscienza delle proprietà terapeutiche del cannabidiolo. La ricerca sta seguendo con l’obiettivo che più persone con determinate malattie possano migliorare la loro qualità di vita grazie alle proprietà terapeutiche dei cannabinoidi.

 

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