I cannabinoidi sono composti chimici presenti naturalmente nelle piante di cannabis. Attualmente, sono stati classificati oltre 180 cannabinoidi e forse molti ancora devono essere scoperti, dal momento che gli studi continuano a svelare le complesse strutture molecolari della cannabis. Oggi vogliamo parlare dei benefici medici del Cannabicromene, anche conosciuto con l’acronimo CBC.

Cosa sono i cannabinoidi?

I cannabinoidi sono parzialmente responsabili dell’ampia gamma di benefici medici che la cannabis potrebbe offrire. Tali effetti sul corpo vengono prodotti dall’interazione con la fisiologia umana, tramite il sistema endocannabinoide (SEC), un’ampia rete di segnalazione composta da recettori, coinvolti nella regolazione e promozione dell’omeostasi in tutto il corpo.

La pianta di cannabis si affida ai cannabinoidi per legarsi ai recettori e produrre una varietà di potenziali benefici ed effetti. Tuttavia, ogni cannabinoide genera effetti unici sul recettore con cui si lega. Di conseguenza, si produrrà un effetto diverso a seconda dei recettori coinvolti.

Il principale scopo della ricerca sulla cannabis medicinale ed il suo potenziale terapeutico è di comprendere i reali meccanismi dietro ogni cannabinoide e come funzionano con il corpo. Fin ora, la maggior parte della ricerca si è concentrata su THC e CBD, i primi scoperti ed i più abbondanti cannabinoidi della cannabis. Per questa ragione, probabilmente non hai mai sentito parlare del cannabicromene.

La scoperta del CBC

Individuato per la prima volta nel 1966, il CBC è diventato il cannabinoide più studiato della pianta di cannabis. Possiede una formula molecolare simile a quella del CBD e del THC, con qualche leggera differenza, che però genera un interazione differente tra il cannabinoide ed i recettori endocannabinoidi, con la conseguente produzione di differenti effetti.

Il cannabicromene è un potente cannabinoide non psicotropo, vale a dire che non produce alcuna alterazione nella percezione della realtà, diversamente da altri cannabinoidi come il THC (tetraidrocannabinolo).

Come funziona il CBC con il sistema endocannabinoide?

Il cannabicromene è un cannabinoide piuttosto curioso, in quanto sembra non legarsi ad alcun recettore endocannabinoide, né al CB1, come fa il THC per produrre l’effetto psicotropo, né al CB2, distribuito in tutto il corpo, come il CBD. Ciò nonostante, è ampiamente ritenuto che il CBC si lega indirettamente con il SEC, dal momento che esso stimola il corpo per produrre gli endocannabinoidi naturalmente presenti nel corpo, come l’anandamide (AEA) ed il 2-arachidonilglicerolo (2-AG).

Il CBC può anche agire come agonista di altri tipi di recettori, specialmente quelli vanilloidi e anchirinici (rispettivamente TRPV1 e TRPA1), responsabili della disattivazione del processo di scomposizione degli endocannabinoidi, come dell’anandamide per esempio. Agendo su questi recettori, il CBC aumenta i livelli degli endocannabinoidi naturalmente sintetizzati dal corpo, tramite l’inibizione del processo naturale che porta la loro degradazione. Sostanzialmente, il CBC innanzitutto possiede un effetto indiretto sul SEC, mirato alla regolazione delle sue funzioni. [1]

I benefici medicinali del Cannabicromene

Nonostante il basso volume di ricerca che indaga sui benefici medicinali del CBC, i risultati degli studi condotti mostrano potenziali terapeutici promettenti. I ricercatori fin ora hanno mostrato che il CBC potrebbe fornire svariate applicazioni mediche, principalmente nel trattamento dei sintomi delle seguenti patologie o condizioni mediche:

CBC per il cancro

Il cannabicromene ha mostrato una potente attività antitumorale, inibendo l’assorbimento di anandamide, permettendogli di rimanere più a lungo nel flusso sanguigno. In uno studio del 2014, l’anandamide mostrò il potenziale di inibire la crescita di cellule cancerogene e di contrastare il cancro al seno in vitro ed in vivo, fattori che potrebbero un giorno rappresentare un potenziale agente preventivo alla chemioterapia.[2] [3]

Uno studio precedente, pubblicato nel 2013, mostrava già il potenziale del CBC nel ridurre l’infiammazione e la crescita tumorale, in topi con carcinogenesi della pelle. [4]

Il cannabicromene nella gestione/allevio del dolore

Un altro effetto promettente offerto dal CBC è la sua capacità di allevia il dolore. In uno studio pubblicato nel 2011, il CBC era in grado di bloccare efficacemente la percezione del dolore, stimolava i sistemi antinocicettivi discendenti e produceva analgesia nei topi, interagendo con varie specifiche proteine coinvolte nel controllo nocicettivo. [5]

Il CBC per diminuire l’infiammazione

In aggiunta alla sua abilità di inibire il dolore, il CBC ha mostrato anche di possedere un potenziale antinfiammatorio. Nel 2010, venne condotta un’ampia ricerca al fine di analizzare le proprietà antinfiammatorie del CBC, del THC e la loro combinazione in un’analisi del lipopolisaccaride (LPS o LOS) in un edema della zampa. Lo studio mostrò che sebbene il CBC produce effetti farmacologici, diversamente dal THC, il suo meccanismo d’azione non coinvolge i recettori CB1 e CB2.

Difatti, l’antagonista al recettore CB1, il rimonabant, fallì nel bloccare l’attività del CBC, indicando un meccanismo d’azione indipendente dal recettore CB1. Ciò nonostante, alcuni farmaci non cannabinoidi hanno mostrato di possedere effetti similari, tra cui i calmanti del sistema nervoso centrale e gli antipsicotici, in quanto anch’essi non venivano bloccati dal rimonabant. Dal momento che gli effetti del CBC non vennero bloccati da un agonista del recettore CB1, il meccanismo tramite il quale il CBC produrrebbe i suoi effetti continuò ad essere in attesa di studi futuri.

Alla fine di questo studio, i ricercatori sottolinearono anche che gli effetti del CBC aumentavano in combinazione al THC. Notarono che, mentre gli effetti antinfiammatori del CBC non erano mediati dai recettori CB1 e CB2, al contempo il THC stava producendo i suoi benefici antinfiammatori tramite l’attivazione del recettore CB2.

Osservarono che una dose di soglia di THC aumentava gli effetti del CBC. Al contempo, alti dosaggi di CBC portavano ad un aumento dei livelli di THC nel cervello, suggerendo una potenziale interazione farmaco-cinetica, per aumentare gli effetti delle due componenti co-somministrati. [6]

L’effetto del CBC sulla crescita delle cellule cerebrali

Le ultime ricerche sul CBC individuarono uno dei suoi più eccezionali benefici. Il CBC infatti potrebbe promuovere la crescita delle cellule neuronali e la creazione di nuove, un processo conosciuto come neurogenesi.

La neurogenesi è un processo che non si ferma quando il cervello è completamente formato, quando si raggiunge una determinata età, ma continua a verificarsi anche in specifiche aree del cervello degli adulti, principalmente nell’ippocampo. [7] L’ippocampo è coinvolto in funzioni importanti, come la memoria e l’apprendimento, ed un malfunzionamento di quest’area si ritiene possa contribuire ad un gran numero di disfunzioni o patologie, come la depressione e l’Alzheimer, per esempio.

Uno studio del 2013, condotto da ricercatori italiani, analizzò gli effetti dei tre principali fitocannabinoidi non psicotropici, CBD, CBG e CBC, prestando particolare attenzione al CBC. I risultati mostrarono che il CBC offre neuroprotezione alle cellule staminali neurali progenitrici (NPSCs), che sono utilizzate dal cervello per sostituire e curare aree colpite da un ictus o da un danno, o anche da infiammazioni indotte da stress cronico. Tuttavia, prima di considerare le possibili implicazioni cliniche di questi risultati, vi è la necessità di analizzare ulteriormente l’azione di questa componente su ogni popolazione di cellule staminali in vivo, in contesti di varie fisiologie e circostanze patologiche. [8]

Il cannabicromene per la depressione

Durante gli ultimi anni, è stata riportata da numerosi studi l’azione antidepressiva della cannabis e l’interazione tra i farmaci antidepressivi ed il sistema endocannabinoide.

Nel 2010 è stato pubblicato uno studio, il cui obbiettivo era di valutare gli effetti antidepressivi e dose-dipendenti del CBC e degli altri principali cannabinoidi. I risultati mostrarono che il CBC e molti altri cannabinoidi potrebbero “contribuire alle proprietà di miglioramento generale dell’umore della cannabis”. [9]

Ultime scoperte: interazione del CBC con i recettori CB2

Nell’Agosto 2019, venne pubblicato un nuovo studio che rivelò parzialmente alcuni meccanismi dietro gli effetti del CBC. I ricercatori provarono principalmente a determinare le influenze del CBC e di altri cannabinoidi sui recettori CB1 e CB2.

I risultati mostrarono che il CBC è un agonista selettivo dei recettori CB2, mostrando anche di possedere una maggiore affinità rispetto al THC nell’iperpolarizzazione delle cellule della membrana e di poter coinvolgere i meccanismi regolatori del recettore CB2. Sebbene il CBC fornisca i suoi benefici medici tramite una modulazione mediata dal recettore CB2, in maniera similare a quelli prodotti dal THC, il CBC non ha mostrato alcuna affinità con i recettori CB1, rivelando perché questo cannabinoide non produce alcun effetto psicotropico, diversamente dal THC. [10]

Questo potrebbe rappresentare una delle più importanti scoperte sul CBC, mostrando la promettente efficienza di questo cannabinoide per condizioni per le quali il THC ha già mostrato ampiamente il suo potenziale medico.

Tutti questi sono segnali promettenti di un possibile contributo del CBC nell’efficacia del potenziale terapeutico di alcune preparazioni a base di cannabis, possibilmente tramite la modulazione dell’infiammazione mediata dai recettori CB2, vanilloidi e anchirinici ed il supporto alla produzione e sopravvivenza degli endocannabinoidi. Ciò nonostante, sono ancora necessari ulteriori studi sugli umani, al fine di comprendere maggiormente il completo meccanismo d’azione ed i benefici medici del Cannabicromene.

[1] Maione S, Piscitelli F, Gatta L, et alt. Non-psychoactive cannabinoids modulate the descending pathway of antinociception in anaesthetized rats through several mechanisms of action. Br J Pharmacol. 2011;162(3):584–596.

[2] Picardi P. et alt. Anandamide inhibits breast tumor-induced angiogenesis.Transl Med UniSa. 2014 Apr 8;10:8-12. eCollection 2014 Sep.

[3] De Petrocellis L, Melck D, Palmisano A, et al. The endogenous cannabinoid anandamide inhibits human breast cancer cell proliferation. Proc Natl Acad Sci U S A. 1998;95(14):8375–8380.

[4] Jun’ichi Nakajima, Dai Nakae and Ken Yasukawa. Structure‐dependent inhibitory effects of synthetic cannabinoids against 12‐O‐tetradecanoylphorbol‐13‐acetate‐induced inflammation and skin tumour promotion in mice. Journal of Pharmacy and Pharmacology.

[5] Maione S., Piscitelli F. et alt. Non-psychoactive cannabinoids modulate the descending pathway of antinociception in anaesthetized rats through several mechanisms of action. Br J Pharmacol. 2011 Feb;162(3):584-96.

[6] DeLong GT, Wolf CE, et alt. Pharmacological evaluation of the natural constituent of Cannabis sativa, cannabichromene and its modulation by Δ(9)-tetrahydrocannabinol. Drug Alcohol Depend. 2010;112(1-2):126–133.

[7] Guo-li Ming. Hongjun Song. Adult Neurogenesis in the Mammalian Brain: Significant Answers and Significant Questions. Neuron. Volume 70, Issue 4, 26 May 2011, pg 687-702.

[8] Noriko Shinjyo, Vincenzo Di Marzo. The effect of cannabichromene on adult neural stem/progenitor cells Neurochemistry International. Volume 63, Issue 5, November 2013.

[9] El-Alfy AT., Ivey K. et alt. Antidepressant-like effect of delta9-tetrahydrocannabinol and other cannabinoids isolated from Cannabis sativa L. Pharmacol Biochem Behav. 2010 Jun;95(4):434-42.

[10] Michael Udoh  Marina Santiago, et. Alt. Cannabichromene is a cannabinoid CB2 receptor agonist. Volume176, Issue23, British Journal of Pharmacology. 2019 December. https://doi.org/10.1111/bph.14815