Oltre al CBD, al THC o anche al CBC, ci sono altri cannabinoidi che non sono così ben conosciuti, che possiedono anche interessanti benefici terapeutici. In questo post parleremo degli altri componenti della pianta.

THCv – Tetraidrocannabivarina

Il THCv agisce insieme alla cannabis, tuttavia esso non possiede alcuna proprietà psicoattiva diversamente dal THC. Tra i benefici terapeutici, questi sono i più significativi:

  • Antinfiammatorio: Uno studio ha testato il THCv nei topi che soffrivano di dolori cronici. Grazie alla sua alta interazione col recettore CB2, ha una grande influenza su qualunque infiammazione nel corpo, essendo in grado di diminuire il dolore.
  • Antipsicotico: Dal 2015, è stato registrato che il THCv può agire come un antipsicotico, essendo quindi in grado di migliorare i sintomi della schizofrenia e di altre condizioni cognitive e comportamentali alterate.
  • Antiepilettico: Uno studio del 2010 ha confermato gli effetti anticonvulsivi e antiepilettici del THCv in vivo, come regola lo stato di eccitazione del sistema nervoso centrale.
  • Induce la riduzione di peso: E’ stato provato come questo cannabinoide sia veramente utile nella diminuzione del grasso corporeo e nel ristabilire l’equilibrio nel metabolismo del corpo.

CBDv – cannabidivarina

Anche se cannabidivarina non è stata approfonditamente studiata, essa possiede proprietà terapeutica. Il CBDv è la versione leggermente più svalutata del CBD, così essa ha benefici simili a quelli del cannabidiolo. Questo cannabinoide causa i seguenti effetti:

  • Antiepilettico: Nel 2014, hanno testato gli effetti del CBD e del CBDv per il trattamento dell’iper-eccitabilità neuronale.
  • Antiemetico: Insieme al THCv, l’Università dell’Ontario ha scoperto che il CBDv era efficace contro la sensazione di nausea nei topi.

Delta (8) – THC

E’ un altro dei cannabinoidi meno conosciuti. Esso è veramente simile al THC in termini dei suoi benefici terapeutici, tuttavia non è psicoattivo come il THC:

  • Antiematico: In uno studio condotto dal ricercatore E.B Russo, hanno notato che il Delta (8) – THC ha un potenziale antiematico associato alla chemioterapia, i cui effetti possono essere alleviati con la cannabis medicinale. All’interno del quadro di uno studio di Abrahamov e Mechoulam nel 1995, questo cannabinoide è stato somministrato a 8 bambini (di età compresa tra i 2 e i 13 anni) con malignità ematologiche. Il Delta (8) – THC ha preceduto il vomito senza alcun effetto psicoattivo.
  • Stimolazione dell’appetito: Come con il Delta (9) – THC, questo cannabinoide stimola l’appetito, anche più di altri tipi di THC. In aggiunta alla stimolazione della fame e del mangiare il cibo, esso regola anche la massa corporea.

I cannabinoidi “crudi”: THCa e CBDa

Entrambi si trovano nella pianta di cannabis grezza e possono essere mangiati come supplemento dietetico o anche per somministrazione locale. Questi due cannabinoidi non possono essere fumati o inalati dal momento che sono acidi. L’opzione di consumare la pianta di cannabis cruda per le sue proprietà nutrizionali è ancora in corso di valutazione. Ci sono bevande di estratto di cannabis cruda (latte di canapa e succo di cannabis cruda), che sono concentrate di THCa e CBDa, due cannabinoidi non psicoattivi.

Secondo lo studio del Dottor William Courtney, la cannabis cruda e quindi il THCa con il CBDa avrebbero le seguenti proprietà terapeutiche: antinfiammatorio, antiossidante, migliora le funzioni intestinali e neuronali e prevenzione dal cancro.

Se questi cannabinoidi avessero particolari proprietà terapeutiche, puoi anche parlare di una certa armonia di effetti per via dell’effetto entourage.

Riferimenti

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[2] British journal of pharmacology. Volume 172, Issue 5. Pages 1305–1318. M. Grazia Cascio et al. The phytocannabinoid, Δ9-tetrahydrocannabivarin, can act through 5-HT1A receptors to produce antipsychotic effects. (March 2015)

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[4] Analytical & Bioanalytical Techniques. Jun et al., J Anal Bioanal Tech (2015), 6:6. A Preliminary Understanding of Cannabis Medicine and the Need for Further Characterization.

[5] ACS Chemical Neuroscience. Volume 5, Issue 11, 19 (November 2014), Pages 1131-1141. Iannotti et al. Nonpsychotropic plant cannabinoids, Cannabidivarin (CBDV) and Cannabidiol (CBD), activate and desensitize Transient Receptor Potential Vanilloid 1 (TRPV1) channels in vitro: Potential for the treatment of neuronal hyperexcitability.

[6] Br J Pharmacol. Rock EM et al. (October 2013);170(3):671-8. Evaluation of the potential of the phytocannabinoids, cannabidivarin (CBDV) and Δ(9) -tetrahydrocannabivarin (THCV), to produce CB1 receptor inverse agonism symptoms of nausea in rats.

[7] J.M. McPartland, E.B. Russo. Cannabis and Cannabis Extracts: Greater Than the Sum of Their Parts? (2001)

[8] Pharmacology Biochemistry and Behavior. Volume 77, Issue 4, (April 2004), Pages 675–684. Y. Avraham et al. Very low doses of Δ8-THC increase food consumption and alter neurotransmitter levels following weight loss.

[9] Kym Kemp. High Times Medical Marijuana. Raw Medicine.